Appello di Francesco Pionati contro la violenza sulle donne
Francesco Pionati, direttore di Rai Radio1 e Grr, ha lanciato un appello decisivo durante la conclusione della campagna ‘Come un’Onda, contro la violenza sulle donne‘, tenutasi all’Università Statale di Milano. In un intervento in video collegamento, Pionati ha evidenziato la necessità di un cambiamento culturale profondo per affrontare il fenomeno della violenza di genere, affermando che “colpire solo in termini repressivi il reato quando si manifesta non risolve nulla”.
Obiettivi della campagna
La campagna, promossa da Rai Radio1 e Giornale Radio Rai, si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica e stimolare una riflessione critica su un tema così delicato e attuale. Pionati ha chiarito che la vera motivazione alla base di questa iniziativa è la necessità di un cambiamento, già in atto, riguardo all’emergenza della violenza contro le donne e ai femminicidi. “È un cambiamento che deve continuare”, ha dichiarato, “perché questa è un’evoluzione storica profonda che richiede tempo e impegno costante”.
Cambiamento della mentalità collettiva
Il direttore ha sottolineato come fenomeni così gravi non possano essere affrontati solo attraverso la repressione, ma necessitino di un cambiamento nella mentalità collettiva. “È fondamentale educare le giovani generazioni a un rispetto totale nei confronti delle donne”, ha aggiunto, mettendo in guardia contro il rischio di una degenerazione del concetto di amore, dove atti di violenza vengono giustificati da sentimenti distorti come la gelosia. “Questa è una visione intollerabile”, ha affermato Pionati, “e deve essere chiarita e compresa da tutti”.
Partecipazione e confronto
Il confronto e la partecipazione attiva sono stati al centro di questa campagna, che ha coinvolto migliaia di persone in tutta Italia. Pionati ha concluso il suo intervento sottolineando l’importanza di continuare a promuovere questi dialoghi e di lavorare insieme per costruire una società più giusta e rispettosa. La lotta contro la violenza sulle donne, quindi, non è solo una questione di legge, ma un impegno collettivo per cambiare le radici culturali che alimentano tali comportamenti.