Pubblicato oggi il secondo episodio della serie ‘Guardiamoci negli occhi’, realizzata grazie alla sinergia tra Adnkronos e l’Oculista Italiano, il vodcast affronta un argomento di grande importanza: le lenti a contatto e le terapie per la cheratite da Acanthamoeba. Questo protozoo, sebbene raro, costituisce una seria minaccia per la salute oculare, in particolare per chi utilizza le lenti.
Le Lenti a Contatto e la Cheratite da Acanthamoeba
Le lenti a contatto sono molto apprezzate da giovani e sportivi per la loro capacità di offrire libertà di movimento senza l’ingombro degli occhiali. Tuttavia, se non gestite con attenzione, possono causare infezioni gravi. La cheratite da Acanthamoeba è una di queste, con sintomi dolorosi e potenzialmente devastanti per la vista, come ulcerazioni e cicatrici corneali che possono richiedere un trapianto. Fortunatamente, è stata recentemente approvata una cura specifica, interamente italiana, per questa patologia.
Il Nuovo Episodio e gli Esperti Coinvolti
In questo episodio, intitolato ‘Lenti a contatto e cheratite da Acanthamoeba: buone notizie sulle cure’, il dottor Vittorio Picardo, specialista in oftalmologia, è affiancato da Carmelo Chines, direttore della testata ‘Oculista Italiano’. In collegamento remoto, partecipano anche Antonio Di Zazzo, del Centro Malattie Rare Corneali della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, e Antonella Franch, professoressa e direttrice della UOC Oculistica dell’ospedale SS Giovanni e Paolo di Venezia.
La Diagnosi Difficile della Cheratite da Acanthamoeba
La diagnosi della cheratite da Acanthamoeba si rivela spesso complessa. Come sottolinea la professoressa Franch, i pazienti, generalmente giovani e portatori di lenti a contatto, presentano sintomi poco specifici, come una sensazione di corpo estraneo e occhi arrossati. “È raro che si riesca a diagnosticare correttamente entro 15-20 giorni”, afferma. Con il passare del tempo, la situazione può peggiorare, portando a un dolore persistente che influisce sulla qualità della vita. Di Zazzo evidenzia che, in media, i pazienti convivono con l’infezione per circa un anno se la diagnosi è tardiva.
La nuova cura, che agisce in modo mirato, promette di risolvere la patologia in un periodo compreso tra 4 e 6 settimane, migliorando non solo la qualità della vita durante l’infezione, ma anche le prospettive future dei pazienti. “Un farmaco che funziona è fondamentale”, afferma Picardo, sottolineando l’importanza di avere a disposizione un trattamento efficace e approvato.
Un Trattamento Innovativo e Made in Italy
Il nuovo collirio, a base di un disinfettante chiamato Phmb, è stato testato in uno studio internazionale che ha coinvolto centri di eccellenza in Italia, tra cui Venezia e l’ospedale San Raffaele. Franch riporta che, su un campione di 135 pazienti, l’89% ha mostrato segni di guarigione grazie a un protocollo di trattamento ben definito. Questo risultato è stato pubblicato su una rivista di prestigio, ‘Ophthalmology’, e rappresenta un passo avanti significativo nella lotta contro questa malattia rara.
Il fatto che il trattamento sia sviluppato in Italia è motivo di orgoglio per gli specialisti. Picardo evidenzia come questo farmaco abbia eliminato la cheratite da Acanthamoeba dalla lista delle malattie rare, fornendo così ai medici uno strumento sicuro e pronto per affrontare la patologia. “Questo dà grande serenità ai pazienti”, aggiunge, “perché possono iniziare un percorso clinico con fiducia”.
Testimonianze di Speranza
Tra i pazienti che hanno beneficiato di questa nuova cura c’è anche Alice Sotero, una campionessa olimpica di pentathlon moderno, che ha scoperto di avere l’infezione a pochi mesi dalle Olimpiadi di Parigi. La sua storia è un esempio di come un trattamento efficace possa cambiare la vita di chi affronta questa malattia.
Per ulteriori dettagli e approfondimenti, il nuovo episodio del vodcast ‘Guardiamoci negli occhi’ è disponibile nella sezione podcast di Adnkronos, sul canale YouTube di Adnkronos e su loculistaitaliano.it. Un’iniziativa che non solo informa, ma offre anche speranza a chi combatte contro la cheratite da Acanthamoeba.