In un momento storico-economico come quello che stiamo vivendo fa notizia ogni qualvolta un imprenditore decida di investire nellāapertura di una qualsiasi attivitĆ commerciale; a maggior ragione quando ĆØ un ristorante ad aprire i battenti visto che tale categoria ĆØ stata una delle piĆ¹ colpite in assoluto dalla crisi.
Ma se cāĆØ di mezzo un personaggio, oltre che un professionista, come Dario Cecchini (qui per conoscerlo meglio) definito, niente meno che dal New York Times, come il āmacellaio piĆ¹ famoso del mondoā non cāĆØ da sorprendersi poichĆ© lāamore, che mette ogni giorno nel suo lavoro, ĆØ qualcosa di veramente unico che porta a superare le tante difficoltĆ che si incontrano.

Ed ĆØ cosƬ che āil macellaio di Panzanoā, come ama autodefinirsi Cecchini, assieme a Martino de Rosa, fondatore della societĆ atCarmen, inaugurano, in Franciacorta, āQuintaleā.
Un luogo, non un semplice ristorante, ubicato ad Erbusco in cui si puĆ² gustare āIl ritorno alla cucina di famiglia, semplice e popolare, per trovare lāeccellenzaā come afferma con orgoglio Cecchini, il quale fa dellāirrinunciabile concetto di incontro, tra egli stesso ed i suoi clienti, uno dei propri punti cardine.


Ed ĆØ proprio dallāincontro tra Dario Cecchini (qui il suo profilo Facebook) e Martino de Rosa, avvenuto una ventina dāanni orsono, che ĆØ nata lāamicizia tra i due, la quale ha dato alla luce, prima di Quintale, a Cecchini Panini, anchāesso in Franciacorta; ora ĆØ appunto la volta di Quintale (nome scelto da Matilde, figlia di De Rosa) attraverso il quale si vuole omaggiare il territorio grazie alla rigorosa applicazione di āconcetti guidaā, come sono definiti dai titolari, quali: naturalitĆ , materie prime eccezionali e menu essenziale che vengono esaltati e portati ai massimi livelli da quel fuoriclasse della carne che risponde al nome di Dario Cecchini. Il tutto avendo come punto fermo il āDare un senso al mangiare beneā, come recita Cecchini, evitando gli sprechi ed attuando, conseguentemente, la sostenibilitĆ .
Concetto di sostenibilitĆ che viene applicato alla lettera nel menu il quale, rispettando appieno la filosofia di Cecchini, vede utilizzare, ma sarebbe meglio dire valorizzare, anche i tagli meno nobili potendo quindi gustare, come nella casa madre di Panzano in Chianti, parti quali āLāetrusco, la bavetta, il musetto, la pancia, la fiorentina provenienti dallāallevamento dellāAndana ed in parte dalla Spagnaā.
Non solo carne perĆ² da Quintale visto che Franciacorta vuol dire ottimi vini, i quali rappresentano il giusto complemento al menu āby Quintaleā; ed infatti viene proposta, come dice Martino de Rosa, una āCarta che comprende in maniera esaustiva sia i Franciacorta che i grandi rossi di Toscana per suggellare i nostri due territori anche nel caliceā.

Quintale che, come detto in apertura, ĆØ qualcosa di diverso dal classico locale dove consumare un pasto tantāĆØ che lo stesso Cecchini (qui per foto sue e della sua macelleria) lo battezza, lui che definisce la propria bottega di Panzano in Chianti āIl centro del mondoā, come āLāarchetipo della bottegaā; gli fa eco, nel descrivere lāunicitĆ del āristoranteā, lāamico Martino, che definisce il Quintale come āNon una steakhouseā, ma āLa cucina di un macellaioā.
Acquolina in bocca che viene giĆ nel varcare la soglia dāingresso visto che Quintale si trova allāinterno di un cascinale del XV secolo in cui le tre salette hanno mattoni a vista e dove ĆØ presente un sempre affasciante camino; ma cāĆØ di piĆ¹ poichĆ© lāarredo richiama, nel colore, quello della carne, della brace.
Atmosfera davvero speciale quella che si respira da Quintale dove possiamo realmente soddisfare il palato ricordandoci, e magari cercando di farlo nostro, uno dei tanti simpaticissimi motti del āmacellaio piĆ¹ famoso del mondoā tra i quali il dantesco āLasciate ogni speranza, o voi che entrate, siete nelle mani diāmacellaioā il quale spiega bene lāuomo Dario Cecchini prima ancora che il professionista.