Nel cuore di Roma, la Biblioteca Casanatense si trasforma in un palcoscenico culturale dedicato agli amanti del vino. Fino a metà maggio 2025, è possibile visitare la mostra bibliografica “La vite e il vino”, curata con dedizione da Paolo Francesco Magnanti e Giulia Venti. L’esposizione è aperta dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16, con ingresso gratuito.
Questa manifestazione offre non solo l’opportunità di ammirare manoscritti storici, editti del Stato Pontificio, reperti etruschi e corredi funerari, ma anche di esplorare il profondo legame tra l’umanità e il vino, un rapporto che si sviluppa nel corso dei secoli. Tra i pezzi esposti, si possono ammirare calchi dedicati a Bacco, il dio del vino, che arricchiscono ulteriormente la narrazione di questa tradizione millenaria.
Un viaggio sensoriale tra storia e degustazione
La mostra non si limita a un’esperienza visiva; include anche un programma di degustazioni di vino ideato da Claudio Latagliata, con la partecipazione attiva dei produttori in collaborazione con Assosommelier. Recentemente, l’attenzione è stata rivolta alla cantina pugliese Cantele e all’azienda agricola toscana Castello del Terriccio, che hanno deliziato i visitatori con le loro creazioni vinicole. La direttrice Cristiana Aresti ha evidenziato come queste attività rendano l’esperienza espositiva interattiva, permettendo ai partecipanti di comprendere la ricca cultura che circonda un semplice calice di vino, una cultura che si estende dall’antichità ai giorni nostri.
Le sezioni della mostra
La mostra è suddivisa in due sezioni principali, come spiegato dal curatore Paolo Francesco Magnanti. La prima parte è dedicata alle tecniche di viticoltura, offrendo un affascinante percorso che va dall’età classica fino al Settecento, periodo in cui la Francia ha avuto un ruolo fondamentale nell’innovazione vitivinicola. La seconda sezione esplora il significato del vino nelle diverse tradizioni e società, toccando anche aspetti religiosi, poiché il vino è un elemento che attraversa culture e credenze, sia nel cristianesimo che nelle tradizioni pagane.
Il patrimonio della Biblioteca Casanatense
La Biblioteca Casanatense, situata a breve distanza dal Pantheon, è un vero e proprio tesoro di conoscenza. Fondata nel Settecento, custodisce un vasto patrimonio di manoscritti, antichi libri a stampa, pergamene, incisioni e reperti archeologici. Con circa 400.000 volumi, rappresenta un autentico scrigno di sapere. La sua storia inizia nel 1701, quando il Cardinale Girolamo Casanate donò la sua libreria personale, composta da 25.000 volumi, ai padri domenicani di Santa Maria sopra la Minerva. Grazie a eredità testamentarie, i domenicani hanno continuato ad ampliare la biblioteca nel corso dei secoli, fino a quando, nel 1883, è passata sotto la giurisdizione del neonato Regno d’Italia.
Tra i tesori custoditi, spicca un’importante enciclopedia medica, realizzata presso la Corte dei Visconti di Milano e donata da Luca Gian Galeazzo Visconti. Quest’opera descrive animali, piante e minerali, illustrando le loro proprietà terapeutiche. Inoltre, è presente una carta che rappresenta le diverse unità di misura del vino utilizzate nei contesti di convivialità e commercio durante il periodo medievale.
La Biblioteca Casanatense non è solo un luogo di studio, ma un punto di riferimento culturale che invita tutti a scoprire e apprezzare la ricchezza della storia e della tradizione vinicola.